A mio figlio di otto anni è stata riscontrata una leggera iperattività. A scuola non riesce a stare molto attento, si distrae facilmente e ogni tanto si sente stanco. Può trattarsi di qualche carenza vitaminica o nutritiva? Avete qualche consiglio da darmi?
Risposta dell’esperto
Innanzitutto ci poniamo il dubbio se l’iperattività riscontrata in suo figlio si riferisca a una diagnosi formulata da uno specialista oppure a un’ipotesi suggerita da qualche operatore scolastico. L’iperattività, infatti, deve essere diagnosticata, come tutti i disturbi dell’area neuropsichica, da uno specialista. Essa si manifesta con diversi sintomi, fra i quali figurano agitazione, deficit dell’attenzione, mancanza di ascolto.
In questi casi, se il bambino segue già un’alimentazione corretta e ben bilanciata ed è fisicamente sano, è meglio non ricorrere alla somministrazione integrativa di vitamine, che potrebbero accentuare il disturbo. Si può provare a concedere al bambino degli spazi di sfogo e a fargli praticare degli sport, nonché a prolungare gradualmente e gradevolmente i periodi di attenzione, evitando di farlo stancare eccessivamente. Si può anche provare a somministrare qualche preparato a base di magnesio, che è un micronutriente importante per il metabolismo delle cellule nervose.
Nei bambini il deficit di magnesio può talora accompagnarsi a manifestazioni della sfera psichico-emotiva (agitazione, instabilità emotiva, iperemotività, ansietà, collera, aggressività) e cefalea, che possono essere erroneamente interpretate dai medici e che sono fonte di grande preoccupazione per i genitori. Alimenti ricchi in magnesio sono crusca, cioccolato amaro, mandorle, cacao, arachidi. Lo specialista di competenza per questo genere di disturbi è, in ogni caso, il neuropsichiatra infantile, al quale il suo pediatra potrà indirizzarla, soprattutto nel caso in cui il bambino mostri aggressività.
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Tag: carenza vitaminica, concentrazione, iperattività, stanchezza