Il geriatra ha prescritto a mia madre, ottantenne, il dosaggio di alcune vitamine nel sangue. È davvero utile fare queste analisi e, se sì, per quale motivo?
Risposta dell’esperto
Le persone anziane vanno spesso incontro a carenze vitaminiche (nella maggior parte dei casi, lievi, ma in grado di produrre effetti dannosi). Ciò dipende sia dalla minore efficienza della digestione e dell’assorbimento, sia da diete inadeguate talvolta determinate da problemi di masticazione e di deglutizione. Tutto ciò può coinvolgere anche altri nutrienti, fra cui alcuni sali minerali.
Generalmente una nutrizione inadeguata (specie se accompagnata da deficit di assorbimento e/o da abitudine al fumo o da alcolismo) provoca, in un primo periodo, un deficit della maggior parte delle vitamine del gruppo B e, in seguito, delle vitamine A, D, E, K e B12 (queste ultime hanno maggiori depositi nell’organismo). L’assunzione di determinati farmaci può accelerare il deficit vitaminico e peggiorarne le conseguenze.
Tali carenze possono produrre danni sia alla sfera cognitiva, già delicata nell’anziano, sia al sistema immunitario, come pure a molte altre funzioni dell’organismo. Alcuni geriatri, nel sospetto di una carenza, preferiscono valutare subito le concentrazioni nel sangue di alcune vitamine, senza attendere eventuali miglioramenti derivanti dalla somministrazione “alla cieca” di vitamine (e sali minerali). In questo senso, le analisi proposte alla sua mamma sono più che giustificate, tenendo presenti le possibili conseguenze dei deficit descritti. Poiché danni provocati dalle carenze di vitamine e di sali minerali possono essere gravi e irreversibili, la migliore strategia resta, in ogni caso, la prevenzione: oltre a proporre abitudini di vita sane, è buona norma somministrare a tutti gli anziani dei preparati ben bilanciati, contenenti vitamine e sali minerali.
Se vuoi approfondire l’argomento, leggi anche: Alimentazione e vitamine nella terza età
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